Il ricorso in carenza (appunti diritto europeo) – riassunto

Aiuto diritto privato

A completamento del ricorso di annullamento, il quale censura il comportamento attivo di
un’istituzione (in particolare un atto da questa posta in essere), vi è il ricorso in carenza che
permette di censurare il comportamento omissivo di questa.
Tuttavia, il ricorso può essere proposto solo qualora l’istituzione abbia l’obbligo giuridico di
attivarsi (per converso, non può essere proposto qualora l’istituzione abbia il mero potere di farlo):
tale conclusione è tratta dal fatto che lo stesso art. 265 permette il ricorso solo quando l’omissione
concretizzi una “violazione dei Trattati”. Quest’ultimo, peraltro, è l’unico motivo per cui si può
ricorrere, posto che mancando un atto non può certo parlarsi né di incompetenza, né di violazione
di norme procedurali essenziali, mentre lo sviamento di potere resta assorbito dalla violazione di

norme dei Trattati.
Per quanto concerne la legittimazione attiva e passiva, vale quanto detto in merito del ricorso
di annullamento; occorre segnale, tuttavia, che qui le condizioni per il ricorso dei privati sono
interpretate in maniera più elastica.
A differenza del ricorso di annullamento, nel caso de quo, prima di rivolgersi alla CG, occorre
mettere in mora l’istituzione che omette l’atto; se decorso il termine di 2 mesi dalla messa in
mora l’istituzione non “prende posizione”, l’interessato ha altri 2 mesi per presentare ricorso alla
CG. Si pone tuttavia un problema, ossia quello di capire cosa succede qualora l’istituzione “prenda
una posizione”: è ancora possibile promuovere il ricorso in carenza davanti alla CG? L’atto con cui
l’istituzione prende questa posizione può essere oggetto di ricorso di annullamento? A parere di chi
scrive, posto che, stando alla lettera della norma, la presa di posizione dell’istituzione impedisce di
presentare il ricorso davanti alla CG, occorre permettere di ricorrere per l’annullamento dell’atto
eventualmente illegittimo con cui l’istituzione prende la propria posizione.
La sentenza che accoglie il ricorso in carenza ha natura di sentenza meramente dichiarativa:
l’istituzione dovrà sostanzialmente adottare l’atto omesso.

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