Diritto europeo: appunti sugli atti derivati

Aiuto diritto privato

L’art. 288 TFUE distingue fra due categorie di atti (cd. tipici): vincolanti (regolamento, direttiva,
decisione) e non vincolanti (pareri e raccomandazioni). Vi sono poi altri due atti non vincolanti
(cd. atipici), non previsti dai Trattati, ma nati nella prassi istituzionale (risoluzioni e comunicazioni).
La scelta del tipo di atto da utilizzare è nel caso concreto basata sulle diverse caratteristiche
di essi: la CG ha sottolineato che qualora sia possibile una scelta tra più misure appropriate, si
deve ricorrere a quella meno restrittiva, in ossequio ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.
Vi sono poi casi in cui la scelta del tipo di atto è fatta direttamente dal Trattato.
Occorre poi sottolineare che, stante le diverse caratteristiche delle tre tipologie di atti vincolanti,
non sussiste fra loro alcun rapporto gerarchico.
Tutti gli atti tipici devono indicare la loro base giuridica e la motivazione dell’adozione dello
stesso (pena la sua invalidità). Inoltre, tutti gli atti tipici vengono pubblicati prima di entrare in vigore
sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.

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